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Animo

Scambio e riuso di abiti a Ladispoli. Il successo di “Nessuno si salva da solo”

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A volte i numeri esprimono meglio di qualsiasi altra cosa il buon esito di un’iniziativa e quelli di Nessuno si salva da solo – progetto di Animo Onlus nato in collaborazione con l’assessorato alle politiche sociali del Comune di Ladispoli che prevede la raccolta e la distribuzione di abiti e accessori usati per bambini da zero a dodici anni – sono impressionanti.

In poco più di un anno di attività i volontari dell’associazione hanno raccolto tra la cittadinanza ladispolana più di 30.000 abiti e accessori che – una volta selezionati e inventariati – sono stati poi redistribuiti, sotto forma di 463 kit invernali ed estivi, a 265 bambini residenti a Ladispoli. Le famiglie attualmente seguite sono 165. Inoltre, grazie all’aiuto di Comifar Spa si è provveduto a consegnare ai bambini più piccoli più di 100 kg di latte in polvere.

“Quando abbiamo iniziato ad aprile dello scorso anno – afferma Sara Candelletta, responsabile del progetto – non avremmo mai creduto di raggiungere questi risultati. Volevamo aiutare qualche famiglia di Ladispoli ma poi settimana dopo settimana le famiglie che chiedevano aiuto aumentavano così come le buste di abiti e accessori che tantissimi cittadini ci lasciavano nei punti raccolta sparsi nella città”. Da piccolo fiocco di neve Nessuno si Salva da solo si è trasformato presto in una valanga piena di solidarietà e partecipazione.

“Vorrei ringraziare a nome di tutta Animo Onlus – continua Sara Candelletta – i tantissimi volontari, arrivati oggi a più di 30, che ogni settimana si impegnano a inventariare, coordinare, confezionare e distribuire i kit destinati ai bambini di Ladispoli. E naturalmente un plauso è indirizzato anche a tutti quei cittadini che hanno donato abiti e accessori da riutilizzare. Il successo di questa iniziativa è stato veramente il risultato di uno sforzo collettivo di solidarietà e condivisione che grazie ad Animo Onlus si è innescato nel territorio di Ladispoli”.

Il progetto nato nell’aprile dello scorso anno per contribuire a porre rimedio alla crisi economica che ha colpito tantissime famiglie del territorio nei fatti è diventato qualcosa che travalica l’esperienza emergenziale.

“Nessuno si salva da solo – afferma Gianfranco Marcucci, presidente di Animo Onlus – è nato prima di ogni altra cosa per diffondere nel territorio la cultura del riuso e del riciclo e rientra pienamente nel concetto di comunità solidale ed ecosostenibile che la nostra associazione auspica diventi prassi diffusa in questo nostro territorio. Quando con il tempo molte famiglie assistite hanno cominciato ad offrire, in cambio del kit che noi donavamo, altri vestiti o accessori non più usati dai loro figli, abbiamo capito che la logica dello scambio si era ormai innescata e che l’obiettivo di fondo, il riuso come pratica quotidiana, era stato centrato”.

“Esperienze come la nostra – conclude il presidente di Animo Onlus – rimettono in gioco valori come la condivisione, la solidarietà, la logica del dono che sono linfa vitale per qualsiasi comunità. Veniamo da decenni dove ha dominato la cultura del profitto in ogni aspetto della nostra vita, il consumo come fine ultimo dell’esistenza umana, la competizione come cifra distintiva nei rapporti tra le persone, l’individualismo come modello dominante. Il risultato è stato un aumento delle diseguaglianze e un impoverimento economico e morale. Per ripartire e ridare senso al nostro vivere insieme serve promuovere e realizzare – soprattutto nei territori – progetti come il nostro”.

Ora Nessuno si salva da solo si ferma per l’estate ma tornerà a settembre per continuare questa splendida avventura solidale ed ecosostenibile.

Tutte le info sul progetto Nessuno si salva da solo

Festa di Primavera 2014

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festa-primavera-2014Anche quest’anno per il secondo anno consecutivo, Animo parteciperà alla Festa di Primavera, giornata di giochi e condivisione destinata alla raccolta fondi che verrà destinata a Cure Thalassemia e in parte ad Animo Onlus.

Grazie a Patrizia Morucci per l’opportunità e la fiducia concessaci.

Accendi la luce. Accendi la speranza | Diario di viaggio

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Il viaggio è stato lungo e a tratti faticoso. Ci siamo spinti dentro questo territorio fino quasi a lambire i suoi confini con il Ghana, il pannello fotovoltaico lo abbiamo dovuto montare sul tetto della jeep e affrontare un tragitto di quasi quattro ore metà del quale su tratte dissestate e pregare il cielo di non perderci per strada il prezioso carico.

Dal finestrino scorrono costruzioni di terra cruda che si alternano a quelle in mattoni più moderne, colonne di persone in bicicletta, motorini, minibus, carretti trainanti da asinelli che ai bordi della via maestra superiamo avvolgendoli in una nuovola di polvere. Persone che si spostano o che spostano cose lungo gli assi di vie di comunicazione che sembrano non portare da nessun parte. Sfilano i maestosi baobab, alcuni piantati nel suolo da tempi immemorabili per un uomo, gli alberi di mango dalla folte chioma a generare un ampio diametro d’ombra sottostante dove trovano riparo capre, asini o buoi che pascolano liberamente apparentemente senza padroni.

L’arrivo nei villaggi è sempre un’emozione forte. Capita spesso, come in questo caso, che alcuni abitanti vi vengano incontro a qualche kilometro dalle abitazioni in sella ad un motorino per indicarvi la strada e poter così annunciare anticipatamente il vostro arrivo al resto della popolazione. All’apertura dello sportello vi ritrovate circondati da decine e decine di bambini, incuriositi dalla presenza dell’uomo bianco che qui come in molti altri villaggi è un evento che sa di eccezionalità. Tutti gli sguardi sono puntati su di noi.

Bienvenue!

Nel scrivere il resoconto di questi ultimi giorni provo una grande emozione nel potervi informare che abbiamo accesso la luce nella scuola di Yerba Peulh. Abbiamo concesso la possibilità alla comunità di poter aver accesso all’energia elettrica in maniera autonoma con l’installazione del pannello fotovoltaico sul tetto della scuola garantendo l’illuminazione dello stabile attraverso quattro punti luce e la possibilità di ricarica elettrica attraverso l’installazione di due prese da 220v.

D’ora in avanti si aprono nuove possibilità per gli abitanti del villaggio di poter usufruire di questa risorsa attraverso la realizzazione di corsi serali per le donne, l’impiego da parte dei professori della struttura nelle ore diurne per la preparazione delle lezioni o della semplice ricarica dei dispositivi cellulari che anche qui è uno strumento diffuso per le comunicazioni interpersonali.

Un ringraziamento speciale va a Lorenzo Atzori, il più anziano del gruppo, l’esperto tecnico che ci ha accompagnato in questo viaggio e che è stato il primo artefice della messa in opera del circuito elettrico alimentato ad energia solare. Le sue capacità ma soprattutto la sua caparbietà ci hanno permesso di superare alcune difficoltà tecniche dovute al contesto di lavoro in cui ci siamo trovati ad operare (un tetto di lamiera su cui installare la struttura, il caldo intenso, la mancanza di poter reperire altro materiale oltre a quello che avevamo portato con noi).

L’altro ringraziamento lo rivolgo a tutti coloro che hanno creduto in questo progetto e vi hanno voluto partecipare facendo così in modo di poter accendere una speranza.

Vi porto anche il ringraziamento sentito dell’intera comunità che nei nostri confronti si è manifestato nell’ospitalità ricevuta durante il nostro soggiorno, dall’accoglienza festosa che abbiamo trovato al nostro arrivo, alla preparazione dei pasti da parte delle donne, alle innumerevoli mani che hanno voluto stringerci per un saluto.

Il nostro viaggio in Burkina Faso continua con il monitoraggio dei altri progetti già avviati nelle precedenti spedizioni, con la possibilità di tornare con nuove richieste d’intervento, da trasformare in progetti e poi in realtà concrete come quella che abbiamo costruito insieme, perchè se uno sogna da solo è solo un sogno, se tutti facciamo lo stesso sogno è l’inizio di una nuova realtà

Massimiliano Desiderio

Aggiornamento da Yako

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Wend bip tiri, “Dio sa che ci siamo”, questo il nome dell’orfanotrofio che ad oggi ospita 29 bambini abbandonati da un destino che gioca brutti scherzi. C’è chi si trova qui perchè la propria madre non ha superato il parto ed il padre non può prendersene cura; c’è chi è figlio di una madre pazza che aveva perso gli occhi in una nottataccia e senza conoscere il padre e senza essere cosciente piu di tanto di se stessa lascia per strada un cucciolo innocente, c’è chi anche non ha fisicamente nessuna figura e quindi i parenti più prossimi chiedono aiuto a queste strutture, a questa struttura che ormai da 25 anni (festeggiati lo scorso 20 ottobre) sotto la guida di persone dal cuore grande, Maman Albertine, e dal figlio Alain, cerca di rendere la vita vita di questi piccoli un pò meno amara e chiede aiuto a noi “poveri dentro” per permetterle di dare un abbraccio in piu a questi bambini.

Animo si impegna da tre anni affinchè questo sia possibile,affinchè questi bambini oltre a una permanenza degna di una vita nella struttura possano avere anche delle armi per poter crescere all’interno di essa. Tutto questo entrando sempre in punta dei piedi e lasciandoci guidare direttamente da chi questa terra la vive,da chi questa cultura ce l’ha dentro,cioè da Maman ed Alain.
Sono tre anni che tocco con mano la realtà di questo orfanotrofio e purtroppo, oltre ad interventi per sopperire emergenze di tipo monetario, non c’è mai stato quel salto in piu che potesse rendere questo posto autonomo, tranne uno spiraglio di luce nell’ultima missione nel mese di dicembre, dove, con l’intervento di due persone, qualificate nell’ambito educativo e medico si è guardato oltre.

Siamo arrivate e lo scenario d’impatto è sempre forte, sia dal punto emozionale che dal punto delle condizioni igieniche (sia per me che ormai sono abituata,sia per le ragazze che ancora piu subiscono l’impatto). Troviamo bambini ammassati in terra piangenti nella lunga attesa di fare il bagno, accerchiati da animali vari e pipi e cacca sparsi da ogni parte (letti, in terra ed anche addosso ai bambini) e in tutto questo le nouricces che inermi e passive lasciano che tutto passi cosi.
Da tutto questo le due ragazze si rendono conto che l’intervento piu utile da fare non è direttamente con i bambini ma con le donne che seguono quest’ultimi e direttamente con Maman ed Alain.
Nella prima sera, accompagnate da una buonissima cena preparata dalle donne addette alla cucina ed insieme ad Alain e Maman ci si comincia a confrontare sul lavoro da fare nei giorni successivi, ascoltando le richieste di aiuto di una Maman Albertine stanca, provata dalla lontananza di Leonie e che non riesce piu a vedere come riuscire a far capire alle nourices il modo piu giusto di LAVORARE con i bambini, di accompagnarli nella crescita, cercando di sopperire alle mancanze affettive che inseguono questi bambini. Ci fa presente che prima del nostro arrivo ha cercato di parlare con loro, di metterle davanti ad una necessità di impegno maggiore da parte loro e soprattutto di responsabilità e regole. Questo discorso ci apre le porte, ci far rendere conto che la strada che si voleva percorrere è la stessa e questo ci riempie il cuore….allora si parte!

Si organizza insieme ad Alain per i giorni successivi un corso di formazione teorico\pratico insieme a tutte le donne che lavorano nell’orfanotrofio. L’affluenza è tanta, con qualche piccola assenza in giorni alterni.(da sottolineare che alcune donne finivano il loro turno di 24 ore e rimanevano al corso).
Nonostante i tempi di spiegazione era molto lunghi,in quanto c’era il passaggio in tre lingue diverse, le donne hanno sempre mantenuto un grado di attenzione e coinvolgimento sempre alto.
Preambolo alla formazione attento a spiegare le nostre intenzioni di aiuto e non di imposizione, di donar loro i mezzi per riuscire a rendere il loro LAVORO piu leggero e divertente, con delle piccole nozioni riguardo l’importanza di stimolare i bambini, mostrate direttamente con esercizi fisici su se stesse, nei quali si sono divertite molto! Nei giorni seguenti abbiamo ricevuto molti ringraziamenti da parte di Maman che non smetteva di dirci quanto aveva bisogno che qualcuno l’aiutasse all’interno dell’organizzazione lavoro con le nourices… ci spiega che non tutte le donne fanno il loro dovere, non amano come lei vorrebbe questi bambini e che tra tutti i corsi di formazione fatti, nessuno le aveva permesso di comprendere e studiare la psicologia dei bambini per lei sempre stata una cosa da voler approfondire. Nei momenti di riposo ci si confrontava con le donne, con Maman ed Alain per capire se quello che si faceva venisse capito e fatto proprio e la dove non c’erano cose chiare, le due ragazze sono sempre state pronte a mostrare insieme a loro le attività e i ruoli da svolgere. Nozioni e giochi hanno fatto poi spazio ad una richiesta di Maman ed Alain di dare direttamente delle regole nello svolgere il LAVORO con i bambini ed anche organizzativo degli spazi e cosi insieme ad Alain si è pensato di fare dei fogli-lavoro nei quali le donne potessero direttamente controllare i punti di attenzione. Di tutto il lavoro delle nourices con i bambini e non, Maman e Alain soprattutto, saranno i diretti supervisori.

I punti generali che nel corso dell’intervento delle due psicologhe\educatrici sono stati toccati, sottolineati, sono stati l’importanza dell’igiene degli spazi e del bambino (pannolino obbligatorio, facendogli capire che se cosi fanno, il lavoro diminuisce…. ci saranno meno panni da lavare, meno lenzuolini e spazi piu sani e puliti anche per loro che qui ci passano l’intera giornata) e l’importanza della figura della nourices all’interno dell’orfanotrofio, fondamentale quanto delicata per lo sviluppo fisico\cognitivo dei bambini e per questo deve essere un ruolo attivo. Donne che venivano a ringraziare le due educatrici per i lavoro fatto ogni giorno, per i mezzi donatogli e la possibilità in questo di vedere chi veramente, all’interno dell’organico, può fare la differenza e magari spronare le altre a fare lo stesso.

Sicure di non aver imposto nulla, ma di aver dato voce ad un aiuto che fa guardare lontano,che guarda ciò che veramente è importante, i bambini ricordandoci che una volta tornati a casa saranno loro a giovare di un buon lavoro fatto o ad essere ancora una volta abbandonati dietro un lavoro passivo. Maman ci abbraccia e spera di poter vedere di nuovio questi “angeli” come ha identificato Patrizia e Cecilia che le hanno ridato un pò di forza per crederci ancora.

Alessia Lana

2013. L’anno della maturità per Animo Onlus

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animo_sett13Per la nostra associazione l’anno che volge a termine è stato senza dubbio quello della maturità. Da presidente ringrazio il direttivo e tutti gli amici e sostenitori che hanno contribuito con il loro impegno a raggiungere gli obiettivi prefissati. La nostra comunità aumenta ogni giorno di più e questo è il segno che il lavoro che portiamo avanti è visto all’esterno come autentico e vero.

La maturità di Animo si è espressa fondamentalmente in due modi. A livello organizzativo ci si è finalmente strutturati riuscendo ad assegnare a ognuno di noi competenze e ruoli ben delineati. Questa specializzazione ha senz’altro garantito una migliore efficienza gestionale. A livello operativo la maturità si è esplicitata in una maggiore programmazione e attenzione nella scelta dei progetti da seguire.

Per quanto riguarda l’Africa è stato un anno importante. Un anno che ci piace ricordarlo soprattutto per la realizzazione di due nuovi pozzi costruiti grazie al contributo della chiesa valdese; per la partenza di una doppia missione (di cui una ancora in corso) che ha dato ottimi risultati sia nella fase di monitoraggio e start up dei tanti progetti finanziati che nella ricerca di nuove opportunità di cooperazione; per l’avvio di un programma alimentare e di una mensa scolastica intitolata alla memoria di Roberto Cerretoni; e per il successo del progetto “Un’educatrice per Yako” portato avanti all’interno dell’orfanotrofio nel quale nacque qualche anno fa il nostro impegno nella cooperazione. Le nostre iniziative di raccolta fondi complessivamente hanno toccato la cifra pazzesca di 31 mila euro. Grazie di cuore a tutti!

Ma questo è stato soprattutto l’anno dello sbarco di Animo nel territorio con l’avvio del progetto “Nessuno si Salva da solo” nato con l’intento di contribuire ad aiutare un territorio che sente sempre di più sulla propria pelle la crisi economica globale. Con la nostra raccolta e distribuzione di indumenti e accessori per bambini fino ai dodici anni abbiamo aiutato più di cento famiglie del Comune di Ladispoli ed è stata anche l’occasione per far affiorare un tratto distintivo della nostra città. Ladispoli ha dimostrato di poter ancora essere una comunità solidale e virtuosa.

Questo dialogo empatico con il territorio non si è limitato a “Nessuno si salva da solo” ma è stato portato avanti con iniziative nelle quali la nostra associazione è stata protagonista. A partire dalla partecipazione alla giornata contro la violenza sulle donne che ha visto scendere in piazza centinaia di persone come non si vedeva da anni a Ladispoli e durante la quale abbiamo realizzato una nostra installazione artistica. Un altro momento importante è stata la mostra fotografica sull’Africa realizzata in collaborazione con il comune di Cerveteri; e poi la serata dedicata al grande e troppo spesso dimenticato Thomas Sankara (ex presidente del Burkina Faso) organizzata in collaborazione con l’associazione Metamorphosi; infine una raccolta di materiale scolastico per l’Africa nelle scuole che ha visto una partecipazione sorprendente di bambini e famiglie di Ladispoli.

Per il nuovo anno la nostra associazione continuerà sicuramente a far interagire l’impegno cooperativo in Burkina Faso con quello nel nostro territorio. In Africa abbiamo deciso che tutti i nuovi progetti dovranno ruotare intorno a due linee guida: l’acqua e l’istruzione. Inoltre, il nostro sforzo sarà concentrato anche nella creazione di una rete tra le associazioni che operano in Burkina Faso in modo da poter seguire i progetti che ogni realtà porta avanti autonomamente in maniera più efficiente e ottimale.

Sul territorio invece renderemo operativo un altro tratto distintivo dell’associazione che è quello che riguarda la nostra sensibilità verso le tematiche ecosostenibili. In questa direzione ci impegneremo a realizzare un progetto che promuova lo scambio, il riuso e il riciclo di beni e servizi.

Nessuno si salva da solo è stato il motto di questo 2013 che volge a termine. Noi continueremo a pensarla così anche nell’anno che sta arrivando perché solo così daremo un senso al nostro futuro e contribuiremo a ricostruire un vivere insieme troppo spesso offuscato e violentato da una cultura individualista che isola e che mette in competizione le persone.

Noi di Animo abbiamo scelto un’altra strada e siamo felici che ogni anno che passa questo cammino collettivo si riempie di nuove gambe e nuova energia.

Buon anno da Animo Onlus.

Gianfranco Marcucci

Natale con Animo | Quarta edizione

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natale-con-animo-quarta-edizioneAnimo invita voi tutti a conoscere da vicino i nostri progetti. Serve stringere le vostre mani per andare avanti. Vi aspettiamo Domenica 15 Dicembre dalle ore 18.30 presso il Ristorante Papeete di Ladispoli in via Lungomare Regina Elena 23.

Non Mancate!

Serata di beneficenza Salsasulserio

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salsasulserioSabato 30 novembre alle ore 20.30 in via Aurelia 1051 (Roma) si terrà una cena a base di pizza con a seguire serata da ballo con tutti i maestri di Salsasulserio. L’ingresso è gratuito con offerta libera.

I fondi raccolti verranno devoluti alla nostra associazione per il progetto Educatrice negli Orfanotrofi in Burkina Faso

Al via la quarta missione di Animo all’insegna dell’acqua e dell’istruzione

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La quarta spedizione di Animo Onlus è pronta a partire. Il 25 novembre quattro nostri volontari (Alessia Lana, Cristiano Paoli, Jessica Sergi e Sara Candelletta) sbarcheranno in Burkina Faso e saranno impegnati in una missione molto importante e impegnativa che ruoterà fondamentalmente intorno a due emergenze: l’acqua e l’istruzione.

Il viaggio sarà l’occasione per monitorare i progetti in fase di esecuzione, avviarne degli altri sui quali abbiamo già raccolto i fondi necessari – grazie soprattutto all’aiuto di questo territorio – e infine valutare e prendere accordi per intraprenderne dei nuovi sui quali ci impegneremo a partire dal 2014.

Il monitoraggio dei progetti esistenti riguarderà in primo luogo la cooperativa femminile del sapone di Tanghin dove attraverso un nostro microcredito decine di donne stanno lavorando da più di un anno. Poi si valuterà lo stato dei progetti di altre due cooperative femminili già finanziate. La prima è la cooperativa che si occupa dell’allevamento di capre a Kalpè, la seconda è quella dell’ allevamento polli a Konà. Una tappa sarà dedicata anche all’orfanotrofio di Yako dove è in svolgimento il progetto Un’educatrice per Yako teso a sviluppare la socialità e le capacità motorie dei bambini ospiti della struttura. Con l’occasione consegneremo anche medicinali all’ospedale del villaggio.

Si passerà poi a Koulbilà dove si verificherà lo stato del progetto alimentare con relativo pollaio avviato prima dell’estate e chiamato Lo stomaco vuoto non ha orecchie. Sempre a Koulbilà verificheremo l’inizio dei lavori della mensa per studenti che Animo ha deciso di intitolare in accordo con la famiglia alla memoria di Roberto Cerretoni, il ragazzo di Ladispoli scomparso quasi due anni fa.
Infine i volontari faranno visita anche allo sperduto villaggio di Yerba dove è già attiva e ristrutturata dallo scorso anno la scuola Valerio Atzori e dove è stato avviato il sostegno scolastico e le borse di studio per i bambini che la frequentano. Nell’incontro con il direttore dell’istituto consegneremo anche il materiale scolastico che in questi ultimi giorni abbiamo raccolto nel nostro territorio grazie ad una grandissima partecipazione della cittadinanza. Inoltre i volontari monitoreranno anche il progetto sportivo Animo Campus, una serie di campi sportivi realizzati per i bambini dei villaggi bukinabè.

A fianco di questa opera di monitoraggio il cuore della missione sarà l’avvio dei lavori dei due pozzi che siamo riusciti a finanziare grazie all’aiuto della chiesa valdese. A tale scopo i volontari andranno a Koulbilà per verificare l’avvio dei lavori del primo pozzo, conoscere il direttore dei lavori, confermare preventivo di progetto, tempi di realizzazione e modalità di costruzione. E poi si trasferiranno a Narongo per far partire i lavori del secondo pozzo.

Alla fine di questa peregrinazione da nord a sud del Burkina Faso i quattro ragazzi in missione incontreranno anche nuove cooperative per l’avvio di nuovi progetti riguardanti il lavoro femminile; faranno visita al SIAO, un grande centro artigianale della capitale Ouagadougou, per valutare collaborazioni su un possibile progetto sulla lavorazione del pellame; infine valuteranno altri siti per la costruzione di nuovi pozzi o per il ripristino di quelli già esistenti ma fuori uso.

Insomma al ritorno di questa missione ci sarà altro lavoro per la nostra associazione e per tutti coloro che vorranno ancora sostenerci al fine di aiutare – e salvaguardare – il Burkina Faso, uno dei paesi più poveri del mondo ma anche uno dei pochi dove il lato oscuro dell’occidente non ha ancora messo stabili radici.

Gianfranco Marcucci
Presidente Animo Onlus

Torneo di calcio a 5

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torneo-calcio-scarabocchiandoVenerdì 22 Novembre su inziativa dell’Associazione Scarabocchiando a casa di.. si svolgerà un torneo di calcio a 5 maschile e femminile (con la partecipazione della SS Lazio calcio a 5) con 8 squadre a sfidarsi in due campi dalle ore 20.00 presso ASD Sporting di Fiumicino, via Aldo Quarantotti 50.

I fondi raccolti verranno devoluti alla nostra associazione per il progetto Educatrice negli Orfanotrofi in Burkina Faso

Per info e iscrizioni: 334.52.88.941 / 320.30.92.766

Raccolta materiale scolastico

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comunicato1Al via il 25 novembre una nuova spedizione dei volontari di Animo Onlus. L‘itinerario prevede la visita a 3 scuole (Yerba Peulh – Koulbila – Bangoula).
Abbiamo bisogno del vostro aiuto per raccogliere materiale scolastico da consegnare agli studenti:
PENNE BIRO BLU E NERE – MATITE – TEMPERINI – GOMME – MATITE COLORATE

PUNTI RACCOLTA:

Art Café: Via Bari, 62 – Ladispoli
Chilli: Via Ancona, 200/202 – Ladispoli
Dulcamara: Viale Italia, 73/B – Ladispoli
Palestra Nexus: Via Praga, 1 – Ladispoli
Parrucchiere Mariù: Via F.Moretti, 7 – Ladispoli
Cartolibreria Cartelle: P.zza dei Caduti – Ladispoli
Lavanderia Cerreto: Via Glasgow – Ladispoli
Computel: Via Rosa Calabresi, 6 – Cerveteri

Per info:
Tel. 339.4528031